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La Corte Suprema degli Stati Uniti riafferma il potere del Governo di invocare il privilegio del segreto di stato

12 Aprile 2022

Lo “state secrets privilege” consente al Governo americano di rifiutarsi di rivelare informazioni, anche nell’ambito di procedimenti giudiziari, nonché di richiedere l’esclusione di prove, invocando ragioni di sicurezza nazionale. Con la sentenza n. 20–828 del 4 aprile 2022 sul caso FBI v. Fazaga, pubblicata solo pochi giorni dell’annuncio del raggiungimento di un nuovo accordo sul trasferimento dei dati tra Stati Uniti e UE, la Corte Suprema ha confermato la vigenza di questo istituto, statuendo che il privilegio del segreto di stato non è stato eliminato dalle riforme apportate al Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA). Lo “state secrets privilege” resta, quindi, quale scudo protettivo per le attività di sorveglianza delle Agenzie Governative, e quale ostacolo, difficilmente superabile, per i cittadini (americani e non solo) intenzionati a sapere fino a che punto il Governo abbia accesso ai, e controllo dei, loro dati personali.

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